Sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026, Apulia Retrocomputing ha partecipato a MantrACT 2026, presso il Polo Fieristico Ortolini a Martina Franca, portando all’attenzione del pubblico il valore della conservazione dell’informatica storica, della riparazione e del riuso delle apparecchiature elettroniche.
La presenza dell’associazione si è concentrata esclusivamente sulle due giornate del fine settimana, con uno spazio pensato non soltanto per esporre computer e console del passato, ma soprattutto per coinvolgere i visitatori attraverso dimostrazioni, attività pratiche e momenti di approfondimento.
Dal retrocomputing al diritto alla riparazione
La partecipazione a MantrACT 2026 ha rappresentato un’occasione per raccontare una parte importante della missione di Apulia Retrocomputing: preservare la memoria dell’evoluzione informatica e, allo stesso tempo, promuovere una cultura tecnologica attenta alla durata degli oggetti, alla riparabilità e al contrasto alla produzione di rifiuti elettronici.
Il tema del diritto alla riparazione e quello dei RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, hanno trovato spazio nelle attività proposte, mettendo in relazione la storia dei computer con questioni di grande attualità. Recuperare e comprendere le tecnologie del passato significa infatti anche interrogarsi sul modo in cui produciamo, utilizziamo e dismettiamo quelle del presente.
Computer e console storiche da vedere e provare
Lo spazio allestito dall’associazione è stato organizzato per favorire esperienze differenti. Al banco dedicato alle console, i visitatori hanno potuto avvicinarsi al mondo del videogioco storico, mentre un’altra area ha ospitato apparecchiature e sistemi informatici che testimoniano epoche e soluzioni tecnologiche diverse.
Tra i protagonisti dell’esposizione figuravano il Commodore 64, il sistema jugoslavo Galaksija, lo Z80NE e una replica funzionante del Kenbak-1, uno dei primi computer commerciali della storia. Non sono mancate le console, con la PlayStation originale e il Vectrex, sistema videoludico noto per la sua particolare grafica vettoriale.
La possibilità di osservare queste macchine e, dove previsto, utilizzarle direttamente ha permesso di andare oltre la semplice esposizione di oggetti d’epoca. L’informatica storica è diventata così un’esperienza concreta, capace di incuriosire chi ha vissuto quegli anni e di avvicinare le nuove generazioni a tecnologie che oggi possono apparire lontane, ma che hanno contribuito a costruire il mondo digitale contemporaneo.
Particolare attenzione è stata riservata al funzionamento del Galaksija e della PlayStation originale, entrambi protagonisti di dimostrazioni che hanno consentito al pubblico di confrontarsi direttamente con due momenti molto diversi della storia dell’informatica e dell’intrattenimento elettronico.
Un laboratorio aperto: recuperare, diagnosticare, riparare
Accanto all’area espositiva, Apulia Retrocomputing ha predisposto un banco di lavoro dedicato alle attività di laboratorio. Qui il centro dell’attenzione si è spostato dagli apparecchi da osservare alle apparecchiature da esaminare, diagnosticare e, quando possibile, riparare.
Il laboratorio ha rappresentato un elemento qualificante della partecipazione: mostrare il lavoro che si nasconde dietro il recupero di un dispositivo significa contribuire a diffondere competenze tecniche, consapevolezza e attenzione verso il riutilizzo delle risorse.
L’iniziativa si è inserita nel più ampio dibattito sul diritto alla riparazione, sottolineando come la conoscenza del funzionamento delle apparecchiature e la capacità di intervenire su di esse possano contrastare la cultura dell’usa e getta. La conservazione di un computer storico, così come il recupero di un dispositivo più recente, richiede curiosità, pazienza e competenze che meritano di essere trasmesse.
La partecipazione dei soci e il valore della condivisione
Dietro l’allestimento e le attività proposte ci sono stati i soci e i volontari dell’associazione, che hanno messo a disposizione tempo, conoscenze ed esperienza per rendere possibile la presenza a Martina Franca.
Il contributo delle persone è una componente essenziale delle iniziative di Apulia Retrocomputing. Preparare le apparecchiature, organizzare gli spazi, assistere i visitatori e illustrare il funzionamento dei sistemi richiede un lavoro condiviso, spesso svolto lontano dai riflettori, ma indispensabile per trasformare una collezione di computer in un’occasione di divulgazione.
Nel corso delle due giornate, il pubblico ha potuto incontrare direttamente i volontari, porre domande, osservare le dimostrazioni e scoprire quanto la storia dell’informatica sia strettamente legata alla manualità, alla sperimentazione e alla circolazione delle conoscenze.
La partecipazione a MantrACT ha costituito anche un’esperienza significativa per l’associazione, chiamata a portare le proprie attività al di fuori della sede abituale e a confrontarsi con un contesto fieristico più ampio.
Uno sguardo al passato per comprendere il futuro
Con la presenza a MantrACT 2026, Apulia Retrocomputing ha ribadito il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio informatico e nella diffusione di una cultura tecnologica consapevole.
Computer e console storiche non sono soltanto testimonianze di un passato ormai lontano: raccontano idee, progetti, soluzioni tecniche e modi di utilizzare la tecnologia che continuano a offrire spunti di riflessione. Allo stesso tempo, le attività di laboratorio ricordano che conoscere una macchina significa anche comprenderne i limiti, mantenerla efficiente e, quando possibile, prolungarne la vita.
È in questo incontro tra memoria, divulgazione e pratica che si riconosce il senso della partecipazione dell’associazione all’evento di Martina Franca.
Due giornate, quelle del 10 e 11 ottobre, che hanno permesso ad Apulia Retrocomputing di condividere con il pubblico la propria passione e di riaffermare il valore di un approccio alla tecnologia fondato sulla conoscenza, sulla conservazione e sulla riparazione.
Uno sguardo al passato per comprendere il futuro.
