Nelle foto e nel video è ritratto un personal computer 386, risalente verosimilmente all’inizio degli anni ’90. È stato recuperato nei giorni scorsi da Vito Fariello presso il donatore Ubaldo Agosti di Bari, che ha scelto di donarlo alla nostra associazione.
Appena arrivato in sede, il computer è stato sottoposto a una completa pulizia, sia esterna che interna, e successivamente testato. Fortunatamente il collaudo ha dato esito positivo: è stato necessario soltanto sostituire la batteria tampone. Per il resto, entrambi i floppy disk risultano perfettamente funzionanti e l’hard disk è integro — ed è davvero una bellezza, anche nella sua imperfezione.
Si tratta infatti di una macchina molto vissuta, che porta chiaramente i segni del tempo, ma proprio per questo racconta una storia. È evidente che sia appartenuta a una persona di grande passione e profonda conoscenza dell’informatica dell’epoca. Lo dimostrano i programmi installati, la cura e le scelte particolari nella configurazione del sistema.
Non è un classico compatibile “di marca”, né un computer standardizzato: con ogni probabilità è una macchina assemblata e configurata personalmente dal suo proprietario, pensata per un utilizzo specifico, probabilmente legato al mondo dei radioamatori.
Nel computer sono presenti moltissimi file che sembrano poesie. È necessario recuperarli e metterli in ordine. Molti file di sistema sono stati eliminati e i file di avvio risultano modificati. Abbiamo già corretto alcune problematiche, ma il lavoro non è ancora concluso.



