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Progetto Kenbak-1 Replica.

Storia
Il KENBAK-1 fu sviluppato da John Blankenbaker (dal cui cognome prende il nome) agli inizi degli anni ’70, inteso come strumento didattico. I criteri guida erano che fosse a basso costo, didattico ed in grado di soddisfare gli utenti con semplici programmi. Poteva essere seriale e lento, il che avrebbe ridotto i costi e tuttavia creato l’ambiente desiderato. Avrebbe dovuto dimostrare quanti più concetti di programmazione possibili. A causa delle piccole dimensioni, il linguaggio nativo sarebbe stato il linguaggio macchina. Soprattutto, avrebbe dovuto essere una macchina a programma memorizzato nel senso di von Neumann. Lo scopo era la progettazione di un computer semplice.
Progettato prima che fossero disponibili i microprocessori, la sua logica consisteva di 132 circuiti integrati della serie standard TTL montati su un’unica PCB. La memoria seriale era implementata tramite 2 shift registers MOS da 1024 bit ciascuno, per un totale di 2048 bit. L’input avveniva tramite interruttori e l’output era visualizzato tramite spie. Anche se il computer aveva un clock di 1 MHz, elaborava solo poche centinaia di istruzioni al secondo, perché aveva un’architettura seriale, per cui elaborava un solo bit alla volta.
Le vendite iniziarono nel 1971, a $ 750,00 completamente assemblato e funzionante. I professionisti del campo ne furono entusiasti, ma fu faticosissimo convincere i non-professionisti che avrebbero potuto comprare un vero computer a quel prezzo. La prima (ed unica) serie prodotta della Kenbak Corp. fu di 50 unità con numeri di serie a partire dal 167. Le macchine di produzione differivano leggermente dal prototipo come stile, ma avevano lo stesso insieme di istruzioni e le stesse prestazioni. Nel 1987, fra vari altri computer storici candidati, il Kenbak-1 fu eletto dal Boston Computer Museum il primo “personal Computer” (PC) commercialmente disponibile.

Anni fa veniva venduta una replica, il sito (http://www.kenbakkit.com/) non è più aggiornato ma riporta qualche schema ed elenco di componenti. Ulteriori foto, informazioni e materiale sono reperibili in vari altri siti.

Criticità:
• PCB da ricostruire partendo da foto: quelle ad alta risoluzione sono fatte con le componenti montate, quelle senza componenti sono a bassa risoluzione. Bisogna tentare di sovrapporle per risalire alle tracce complete
• verificare la disponibilità delle componenti: ce n’è una (1404a abbastanza rara, ed altre 4-5 di media rarità)
• Dimensioni cassa da dedurre a partire da informazioni indirette, quali foto e proporzioni rispetto ad altri oggetti di cui siano note le dimensioni reali
• necessità di riprodurre la meccanica

Realizzazione
La realizzazione del circuito stampato è stata possibile grazie al paziente lavoro di ricostruzione svolto da Stefano Ferilli. Successivamente la squadra composta dal responsabile, Michele Perniola, e dallo stesso Stefano col supporto di Emanuele Caldarulo, è passata alla realizzazione del prototipo.

Il responsabile del progetto, Michele Perniola

Ecco alcune foto che documentano il lavoro svolto.

Inizio controllo con microscopio

Anche i tasti sono pronti

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