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Il volume “The Amiga Years” presto tradotto in lingua italiana!

Commodore fu la prima azienda al mondo a vendere un milione di personal computer multimediali a basso costo, molti anni prima di Apple e dell’avvento di Internet. Era il 1977 quando l’azienda fondata nel 1958 dall’ebreo polacco Jack Tramiel, scampato all’olocausto durante la prigionia nel campo di concentramento nazista di Auschwitz, produsse il PET (Personal Electronic Transactor). Nel 1981 arrivò il VIC-20 e l’anno dopo il gioiello Commodore 64 – ne furono venduti 22 milioni di esemplari.

Nel frattempo, uno dei più grandi ingegneri elettronici del secolo passato, l’americano Jay Miner, assieme ad altri colleghi provenienti dall’Atari, fondò una piccola azienda d’elettronica, la Hi-Toro.
L’obiettivo era lo sviluppo di un sistema ad alte prestazioni, cosa che Atari si era rifiutata di fare per espandere la sua serie degli 8 bit.

Miner progettò dunque un ingegnoso sistema a 16 bit con chip dedicati, totalmente rivolto all’elaborazione video ed audio, a cui diede il nome in codice ‘Lorraine’.

La forza di Lorraine era in primis concettuale: per la prima volta a livello commerciale, si stava sviluppando un hardware non più interamente basato sulla potenza bruta della CPU, ma si cominciava a progettare un vero e proprio sistema condiviso, con l’integrazione di più co-processori dedicati.

Nel 1983 il sistema era già a buon punto, e era stata già preparata un’interfaccia grafica d’utilizzo, con finestre, icone e menù; la Hi-Toro diventò l’Amiga Corporation, e Jack Tramiel spiazzò la concorrenza di Atari proponendo a Miner l’acquisizione di tutta l’azienda con la storica frase: “How about being part of our gang?” (“Che ne diresti di unirti a noi?”).

La potenza industriale di Commodore accelerò notevolmente lo sviluppo della piattaforma Amiga, ed il 23 luglio del 1985, con una sontuosa e visionaria presentazione, venne introdotto sul mercato il primo computer della serie, l’Amiga 1000.

Alla ricerca delle ragioni per cui il Commodore Amiga, un computer oggi unanimemente considerato cinque anni avanti rispetto alla propria concorrenza dell’epoca, abbia fallito in modo così spettacolare sul mercato, il libro “The Amiga Years” di Brian Bagnall esamina con accuratezzai personaggi e le personalità che si celano dietro gli avvenimenti ad esso correlati. L’immagine spesso poco lusinghiera che emerge è quella di dirigenti di alto livello che avevano poca comprensione di come commercializzare il loro prodotto presso il pubblico edi un’azienda che lottò per sopravvivere.

Scoprirete, leggendo questo libro, perché tantissimi Amiga furono mandati al macero (valevano milioni di dollari!) a causa di una parolaccia inserita nella ROM da un dipendente arrabbiato con l’azienda.

Vengono infine trattate approfonditamente altre creazioni che la Commodore produsse e cercò di commercializzare, come il C128, il Geos, le console da gioco e la storia non raccontata di quello che avrebbe dovuto essere il successore del C64, il C65. Raccontato attraverso interviste in prima persona con addetti ai lavori, questa disamina dell’azienda ripercorre le decisioni spesso sconcertanti che hanno portato alla scomparsa di Commodore dal mercato.

Il voluminoso libro “The Amiga Years” sarà presto edito in Italia per iniziativa della nostra associazione, che ha già curato le traduzione delle precedenti pubblicazioni di Bagnall dando alle stampe i volumi intitolati “Sulla Cresta del… Baratro” e “Commodore: un’azienda sulla cresta del… baratro”.

4 commenti su “Il volume “The Amiga Years” presto tradotto in lingua italiana!

  1. Ciao,
    Si sa quando verrà tradotto in italiano?
    Grazie

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