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Donazione Alessandro Calò di Brindisi.

L’Associazione ringrazia il signor Alessandro Calò di Brindisi, che ha effettuato la donazione del fantastico materiale ritratto nelle foto.

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Tutti al VCFI 2018!

Come ormai saprete, l’Apulia Retrocomputing rappresenterà la Puglia al Vintage Computer Festival Italia 2018 https://bit.ly/2qx1gxY, un evento di caratura nazionale che si svolgerà a Roma, con ospiti di fama internazionale. In particolar modo, vi segnaliamo il nostro “speech” intitolato “Uno sguardo al passato per comprendere il futuro”, programmato per le ore 9 del giorno 29 aprile.
Vi aspettiamo numerosi!


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Donazione famiglia Carnovale.

L’Associazione ringrazia l’amico Gianpaolo Carnovale, di Bari, che ha effettuato la graditissima donazione del materiale ritratto nelle foto, proveniente dai cimeli di famiglia.

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Donazione Sig. Enzo Lauta

L’Associazione ringrazia il Sig. Enzo Lauta, di Bari che ha effettuato la graditissima donazione del materiale ritratto nelle foto.

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Donazione di Antonio Caradonna.

L’Associazione ringrazia il suo socio, Antonio Caradonna, per la donazione del materiale ritratto in foto, un cineproiettore 16mm CINTIA MIGNON della Cinelabor.

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Commodore PET 8032-SK restoration (English version).

Per leggere l’articolo in italiano clicca qui

Commodore PET 8032-SK (owned by our association’s member, Marco Vanesio) restoration.

Marco reported us the worst case scenario: the black screen defect. There’s no lifesign from the old computer.
It’s another great chance to use the brand new association oscilloscope, which has been recently purchased to debug our Galaksija prototype.

A friend of mine, and an association senior member, Michele Perniola, spent some time during unforgettable night chats, pointing to me the necessary instructions to get the necessary measurements to identify the possible fault(s). The whole association crew followed those chats as if they were witnessing the dialogues between the Houston command center and the Lunar Excursion Module.
I tested every mainboard activity, from CPU to eproms. CPU was in working order but the system performed cyclical reboots. I then checked all the RAMs with the help of a little “PET cousin”, a Sinclair ZX Spectrum. So, I found out three defective 4116 chips. Neverthless, the computer still did not boot. But now there were some strange oscilloscope readings out of the CRT 6545 chip.

The CRT replacement proved to be decisive. At last, we could hear the PET characteristic boot sound. The monitor showed us a so-called “garbage screen”. A big step forward, for sure!

There are two cursors in the screen. Furthermore, the computer also writes random characters by itself.

The diagnosis was relatively easy: the PIA 6520 chip (keyboard controller) wasn’t working. So we replaced it. The computer started to process the keyboard inputs. But, after typing every command, the only computer answer was a “sintax error” message. Furthermore, the screen was still full of exclamation marks.

A further analysis lead us to think about a short circuit on the video line between the CRT and its RAM or ROM, located on the D0 data bus. So I decided to use a Commodore C64 to test the SRAM (although we already used an eprom programmer to perform a functional test of those chips).

Well, this further test proved to be decisive, helping us to isolate a defective SRAM 2114.

After the SRAM was replaced, the computer finally regularly booted, showing us the well-known message of the commodore basic 4.0. Everyone in our laboratory was exultant. This little PET proved to be an hard challenge.

The achieved result confirms our group spirit, full of friendship and passion for the computing history.

Antonio Caradonna

 

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Restauro di un Commodore PET 8032-SK.


To read an English translation of this post, please click here

Restauro del PET 8032 SK del socio Marco Vanesio.

Il difetto segnalato è il peggiore: lo schermo nero. Il computer non dà alcun segno di vita.
Per l’occasione viene utilizzato il nuovo oscilloscopio dell’associazione, acquistato in occasione del debugging del prototipo del Galaksija, di cui ci siamo già occupati in questo articolo.

All’attività di restauro partecipa per lungo tempo anche il socio Michele Perniola: indimenticabili le notti passate a chattare seguendo le sue indicazioni per ottenere le misurazioni necessarie ad individuare il/i possibile/i guasto/i. I soci seguono le nostre chiacchierate come se stessero assistendo ai dialoghi tra il centro di comando di Houston e l’equipaggio di una delle navette in procinto, negli anni ’60, di atterrare sulla Luna.

Sono sottoposte a verifica tutte le attività presenti sulla mainboard, da quella della CPU a quella delle eprom. Da queste verifiche la CPU risulta integra, sebbene soggetta a dei riavvii ciclici. Con l’aiuto di un Sinclair ZX Spectrum testo tutte le RAM presenti sulla scheda madre. Scovo così ben tre chip 4116 fuori uso.

Ciò nonostante, il computer continua a non eseguire il boot. Le letture, mediante l’oscilloscopio, su alcuni pin dell’integrato CRT 6545, risultano anomale.

La sostituzione del CRT rompe lo stallo. All’avvio, finalmente, il PET risponde con il suo carratteristico beep e sul monitor compare un’immagine piena della cosiddetta “spazzatura”. Un bel passo avanti!

Compaiono due cursori. Il computer, inoltre, scrive da solo caratteri confusi.

La diagnosi, dopo una piccola riflessione, è presto fatta: il responsabile è l’integrato PIA 6520, preposto al controllo della tastiera, sostituito il quale il computer inizia ad accettare i comandi da tastiera. Resta il fatto che, ad ogni comando digitato, l’unica risposta è un “bel” sintax error. Inoltre, lo schermo resta pieno di punti esclamativi.

A questo punto, un’analisi attenta ci porta a pensare ad un corto sulla linea video tra il CRT e la sua RAM o ROM, localizzato sul bus dati D0.

Decido quindi di usare un Commodore C64 per testare la SRAM (nonostante abbia già effettuato un test funzionale dei chip con l’aiuto di un programmatore di eprom). Ebbene, questo ulteriore test si rivela decisivo, isolando una SRAM 2114 difettosa.

Effettuata la sostituzione della SRAM, il computer finalmente funziona mostrando lo splendido messaggio del commodore basic 4.0. In laboratorio siamo saltati tutti urlando di gioia. Da tempo ormai questo PET stazionava in laboratorio.

Per l’ennesima volta, il risultato raggiunto conferma lo spirito della nostra associazione, quello della amicizia nel segno della passione per la storia dell’informatica.

Antonio Caradonna

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Casio FX-190 Scientific Calculator paper box download!

Abbiamo realizzato la riproduzione della confezione (che contiene la calcolatrice Casio FX-190 ed il relativo manuale) utilizzando un cartoncino bianco (240 gr/m2) ed applicandovi un foglio A4 dopo avervi stampato la nostra riproduzione del pattern.

Rilasciamo il pattern per il download gratuito al seguente link.

Ed eccolo realizzato.
Enjoy!

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Apertura canale Telegram

L’Associazione “sbarca” anche su Telegram con il canale https://t.me/ApuliaRetro

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Olivetti PC1 floppy disk labels

A grande richiesta proponiamo un esempio di cover art. Si tratta di labels per dischetti Olivetti PC1 composte all’interno dell’Associazione per intenti meramente amatoriali basandosi sulle scansioni presenti sul sito del TI-99 Italian User Club.

Scaricale pronte per la stampa cliccando qui.

Qui, invece, le nostre etichette per giochi del Commodore Amiga.

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Apulija-13 v2.0: una nuova versione del gioco da Alessandro Grussu

Qualcuno di voi (qualcuno che ci segue da molto tempo!) ricorderà che in occasione della prima mostra organizzata da questa associazione, quando ancora non era formalmente un’associazione, a marzo del 2013, il mitico Alessandro Grussu volle dedicarci uno dei suoi capolavori intitolando il suo ultimo gioco (data di uscita 1° gennaio 2013), appunto, Apulija-13.

Alessandro, autore tra l’altro del preziosissimo volume “Spectrumpedia”, fu poi graditissimo ospite d’onore della nostra manifestazione.

Oggi esce la versione 2.0, arricchita in tantissimi aspetti, di quel bellissimo gioco, che vi invitiamo a scaricare dal suo sito.

Buon divertimento!

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Resoconto Mostra di console e computer d’epoca a Galatone (Le)

Ieri, domenica 28 gennaio, l’Associazione ha realizzato presso l’IISS “Enrico Medi” di Galatone (Le) una mostra di console e computer d’epoca.

Si tratta del primo evento del genere realizzato in assoluto in provincia di Lecce. Questa circostanza conferma ulteriormente la vocazione dell’associazione a rappresentare l’intero territorio regionale per quanto attiene i temi legati alla storia dell’informatica e dell’elettronica. Grande interesse del pubblico, composto sia di nuclei familiari che di collezionisti ed appassionati, provenienti anche dalle attigue provincie di Brindisi e Taranto, che hanno mostrato di possedere una notevole competenza, andando oltre le nostre stesse aspettative.

Il maggior apprezzamento è stato riscosso dalle nostre iniziative editoriali (in particolar modo la pubblicazione del volume “Sulla Cresta del…Baratro – La Spettacolare Ascesa e Caduta della Commodore”, la più recente iniziativa relativa alla ripubblicazione di alcuni volumi della EVM Computers) nonchè la realizzazione del prototipo del computer jugoslavo Galaksija, esposto funzionante.

Impeccabile l’ospitalità del Dirigente Scolastico, il Prof. Davide Cammarota, che ringraziamo pubblicamente per aver reso possibile la manifestazione.

Di seguito alcuni dei computer esposti.

Alla prossima!

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Donazione Prof. Davide Cammarota di Cavallino (Le)

Ringraziamo sentitamente il Prof. Davide Cammarota, Dirigente Scolastico dell’IISS “Enrico Medi” di Galatone, per la donazione del materiale ritratto in foto.

Il Consiglio Direttivo.

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“Mostra di Computer e Console d’epoca” a Galatone (LE)

“Uno sguardo al passato per comprendere il futuro” è il motto dell’Associazione Culturale Apulia Retrocomputing, impegnata in un lavoro di ricerca orientato a mantenere la memoria del processo di sviluppo tecnologico che negli ultimi cinquant’anni ha modificato profondamente la vita della nostra società.

Fedeli a questo motto, domenica 28 gennaio saremo presenti presso l’Istituto di Istruzione Secondaria “Medi” di Galatone (LE) (www.issmedi.gov.it), per la prima volta nell’ambito della provincia di Lecce, nel quadro delle aperture straordinarie previste in occasione degli Open Days. All’interno dell’Istituto verrà allestita un’esposizione di computer e console d’epoca, tutti rigorosamente funzionanti, appartenenti al periodo compreso tra la fine degli anni settanta e la fine degli anni novanta del secolo scorso.

L’Associazione Culturale Apulia Retrocomputing, attiva da oltre cinque anni nel settore del recupero e della salvaguardia dell’Informatica e dell’Elettronica storica, è specializzata nell’organizzazione di eventi culturali aventi ad oggetto la Storia dell’Informatica. Stringe da anni alleanze strategiche con Istituti scolastici di ogni ordine e grado al fine di contribuire ad una maggiore consapevolezza dell’uso delle attuali tecnologie. Strategica è anche la ricerca di partner istituzionali che condividano gli obiettivi della valorizzazione del territorio e di uno sviluppo eco sostenibile. E’ partner tecnico del progetto microatena (www.microatena.it) volto alla digitalizzazione di supporti cartacei di rilevanza storica nel campo dell’elettronica e dell’informatica.

L’Associazione, disponendo di un enorme patrimonio di hardware, software e materiale cartaceo di proprietà dei numerosi soci, nonchè di una propria autonoma collezione di reperti alimentata incessantemente dalle donazioni di privati ed enti pubblici, mira a realizzare il primo Museo dell’Informatica e dell’Elettronica in Puglia (ovvero dotato di una sede espositiva stabile che possa essere oggetto di visite e percorsi didattici guidati). Vanta al suo interno tecnici specializzati nella riparazione di computer d’epoca e possiede attrezzature, impiegate in attività di laboratorio dedite al recupero sistematico dell’hardware in proprio possesso ed alla preservazione digitale del contenuto dei supporti di memorizzazione in uso nei sistemi informatici degli anni ’70, ’80 e ’90.

L’ISS “Medi” è ubicato a Galatone in Via A. Scorrano n.6 e per l’occasione resterà aperto al pubblico continuativamente dalle ore 9.00 alle ore 16.00.

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Progetto EVM Reprint. Inizio periodo raccolta adesioni.

L’Apulia Retrocomputing prosegue nella sua “mission” culturale, consistente nell’offrire prodotti e servizi alla community riferibile a quel vasto e variegato mondo che si ritrova sotto la definizione di “retrocomputing”.
In questa occasione, nel corso degli ultimi 12 mesi, abbiamo organizzato un complesso servizio consistente nel reperimento, scansione, editing e stampa di qualità di alcuni manuali editi negli anni ’80 dalla E.V.M. Computers Srl, una casa editrice italiana, con sede in Montevarchi, nella provincia di Arezzo (consociata della Delta Computing Srl di Firenze). L’appeal di questi manuali consiste, oltre che nella difficile reperibilità, nell’italianità della casa editrice e nell’approccio “artigianale” utilizzato nella loro scrittura, che spesso dichiaratamente coinvolgeva gli appassionati. Tutte queste componenti si traducono in un particolare fascino e, a nostro parere, giustificano l’impegno profuso nel corso degli ultimi mesi per recuperare la memoria storica di questi volumi originariamente destinati, a causa del loro contenuto spiccatamente tecnico, ad un pubblico di nicchia.

I volumi ottenuti sono di altissima qualità. Il costo tiene conto delle spese sostenute per la realizzazione e di un modesto contributo per sostenere le attività associative.

AVVISI IMPORTANTI

  • Raccoglieremo le vostre adesioni per un poco più di un mese.
  • Questa operazione si concluderà il giorno 28 febbraio 2018 e non si ripeterà mai più.
  • La spedizione dei libri avverrà nel mese seguente.

I libri sono prenotabili in questa pagina dedicata.

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Buon Anno!

Tempo di bilanci per il nostro sito.

Salutiamo il 2017 registrando un incremento pari ad oltre il 20% delle visite rispetto al 2016.

Ringraziamo i nostri utenti e vi promettiamo che cercheremo di aggiungere sempre più contenuti, di migliorare la fruibilità, di rispecchiare fedelmente le attività e lo spirito di condivisione che animano l’associazione culturale Apulia Retrocomputing.

Il Consiglio Direttivo.

 

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Apertura account Twitter

L’Associazione “sbarca” anche su Twitter con l’account @ApuliaRetro

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Galaksija Replica Project (English language)

Per leggere l’articolo in italiano clicca qui

Introduction
Early 80s. Imagine you’re a young Yugoslavian computer enthusiast. You don’t know why, as your country is certainly not an Eastern Europe Silicon Valley. You probably read something in foreign newspapers; maybe a friend, who’s back from a trip, told you some miraculous things about Basic. Anyhow, you only know that you like computers. Well, good luck!
At that time, imports that exceeded 1500 Dinar – about 70 Euros – were forbidden in Yugoslavia, so apart from some very expensive item on the black market, it was virtually impossible for the average citizen to get any form of personal electronic that was more evolved than a hairdryer.
That’s why the Serbian Voja Antonic invented the Galaksija, a do-it-yourself computer with a modified version of BASIC that anyone with basic computer and electronic skill could assemble and program. He had that idea during a holiday in Montenegro while thinking about the possibility of creating a computer for everyone, without expensive graphic cards usage, and that would have been able to generate its own video output using the CPU.
Source: motherboard.vice.com

Inspired by the historical and cultural context, several months ago our association decided to make a working replica of the Galaksija, a Z80 based computer made in Yugoslavia during the early 1980s. Being our first replica project, we determined to realize it immediately after gaining technical informations, without considering historical elements that would become essential for the project achievement.

The first steps were the discovery of low-quality pictures found in a vintage magazine that originally reviewed the computer and, subsequently, the collection of ROM dump files. Magazine scans needed some hard editing work to become usable; after that, PCB drawing was ready.

At this point, Antonio Caradonna (our Laboratory Manager) took over the project and decided to realize the PCB using the artisan old methods that were used for the original prototype production, discarding the industrial realization by specialized companies. This would have proved to be source of troubles, but also a way to learn fundamental notions and gather some experience that will be useful for further projects.

Initially we need to check the size of the drawing

Then we proceed with the cleaning of the copper base

The PCB drawing is too large compared to the base. We need to cut the drawing edges so that its dimensions match the base ones.

The first attempt is made using the Press-n-Peel method.

But transferring the tracks to the base goes wrong so a further attempt is made by printing the PCB on a sheet using a laser printer and consequently trying to impress the tracks to the base using a heat source (a modest iron!). The result is surprisingly good.

Antonio then engraves the tracks with ferric chloride.

Apart from some smears, the result is good

The assembly of components starts.

But soon the copper on the PCB begins to oxidize. So Antonio uses a protective insulating spray that, we will see later, will make the debugging work worse.

Our work proceeds to completion

Our Galaskija looks good !! Great anxiety for first power on ……..

There’s no video output!! It does not work!!!

The prototype then goes to Gianfranco Mazzarello, who will proceed to the debugging phase.

The first step is to further check the correspondence between the PCB and the drawing. Everything is OK.

The second step is about tracks continuity. But Gianfranco work is obstacled by the previously sprayed insulating layer that makes the tester unable to get any measurement. Gianfranco successfully tries to remove the layer using acetone. A sticky residue on the PCB is the only side effect.

Checking also the components confirms that they are all undamaged.

The logic probe is then used (because of the lack of a proper oscilloscope) to analyze two logic ports that are responsible of the video signal production. No signal is detected on some pins, but the result is unreliable due to the inadequacy of the applied instrument.

We need an oscilloscope. So, our management decides to purchase it. As soon as it arrives, the new diagnostic tool is mounted, tested, and applied to analyze the Galaksija video output circuits.

There are only the video sync signals and nothing else.

After another web search and after involving some other expert members in a fruitful debate, here comes the point: the Galaskija project could be incompatible with the currently marketed Z80 processors.

So Gianfranco “temporarily sacrifices” a Z80 Mostek produced in 1983. And here’s the result.

We now can see the Galaksija logo and some characters. Perfect!! The video circuit works properly. It’s time to check the ROM, the RAM and the BUS. It looks like there’s just a false contact. Every component is then extracted, cleaned, and then mounted again, but the problem is still there. Another solderings check is carried out, so we discover some previously undiscovered issues: two solderings seem defective. Infact, two microchip pins do not protrude as they should. They are dismantled, thus discovering this

One leg was bent under the socket body.

Everything is assembled again and, at last, after some hustles and pressures on the chips, the Galaksija finally turns on properly!

Our next upcoming projects are about a proper power supply and about an adequate shell for our machine. In the meantime, we will investigate about the experienced troubles with the actually marketed Z80 processors.

A prototype photo

The prototype at its first power on (video)

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Progetto replica computer Galaksija


To read an English translation of this post, please click here

Premessa
Anni ’80. Immaginate di essere un giovane jugoslavo e di avere la passione per i computer. Come vi sia venuta non si sa, visto che il Paese non è certo una Silicon Valley dell’est Europa. Magari avete letto qualcosa sui giornali esteri, magari un vostro amico di ritorno da un viaggio vi ha raccontato cose mirabolanti sul Basic, fatto sta che vi piacciono i computer. Be’, buona fortuna!
All’epoca le importazioni che eccedevano i 1500 dinari—circa 70 euro—erano proibite in Jugoslavia quindi, a parte qualche costosissimo esemplare sul mercato nero, era praticamente impossibile per il cittadino medio procurarsi una qualunque forma di elettronica personale che fosse più evoluta di un asciugacapelli.
E fu per questo motivo che il serbo Voja Antonic inventò il Galaksija, un computer fai-da-te con una versione modificata di BASIC che chiunque con un minimo di conoscenze informatiche poteva assemblare e programmare. L’idea gli era venuta durante una vacanza in Montenegro mentre rifletteva sulla possibilità di creare un computer per tutti che non sfruttasse costose schede grafiche, ma generasse la propria interfaccia usando la CPU.
Fonte: motherboard.vice.com

Ispirata dalle peculiarità del contesto storico e culturale di riferimento, l’associazione decide di realizzare la replica di un prototipo funzionante del computer Galaksija, basato sul processore Z80, realizzato in Jugoslavia all’inizio degli anni ’80. Essendo il primo progetto di una certa complessità tecnica, decidiamo d’impulso di realizzarlo subito dopo aver acquisito le sole informazioni tecniche, noncuranti della necessità, avvertita solo in seguito, di effettuare la necessaria contestualizzazione storica, rivelatasi indispensabile alla buona riuscita della replica.

La prima fase consiste nel reperimento di alcune scansioni in bassa qualità della rivista d’epoca contenente la recensione del computer e nella ricerca dei file di dump delle ROM. Dopo un pesante lavoro di editing delle scansioni delle pagine della rivista è pronto il disegno del PCB.

A questo punto il progetto viene affidato ad Antonio Caradonna, responsabile del laboratorio, il quale decide di realizzare il PCB utilizzando metodi artigianali, quelli propri dell’epoca della realizzazione del prototipo originale, senza l’ausilio di ditte specializzate nella realizzazione industriale. Ciò si dimostrerà foriero di difficoltà, ma anche fonte di apprendimento di importanti nozioni e di esperienza che resterà al servizio di ulteriori progetti.

Inizialmente vanno verificate le dimensioni del disegno

Si procede poi con la pulitura della basetta ramata

Il disegno del PCB risulta troppo grande rispetto alla basetta per cui si rende necessario ritagliare i margini del disegno in modo che le dimensioni coincidano con quelle, appunto, della basetta ramata.

Il primo tentativo di realizzazione viene effettuato utilizzando il metodo del Press-n-Peel

Ma il trasferimento delle tracce sulla basetta non risulta soddisfacente per cui viene effettuato un ulteriore tentativo effettuando la stampa del PCB su foglio mediante stampante laser e conseguentemente operando il trasferimento termico sulla basetta tramite sorgente di calore (un modesto ferro da stiro!). Il risultato si rivela sorprendentemente di buona qualità.

Si procede quindi ad effettuare l’incisione con cloruro ferrico.

A parte qualche piccola sbavatura il risultato è ottimo

Si inizia l’assemblaggio dei componenti.

Ma ben presto il rame del PCB subisce una sorta di ossidazione che fa optare Antonio per l’uso di uno spray protettivo isolante che, vedremo in seguito, complicherà non di poco il lavoro di debugging.

Il lavoro procede fino al completamento

Il nostro Galaskija si presenta bene!! Grande ansia per la prima accensione……..

Niente!! Non funziona!!!

Il prototipo passa dunque a Gianfranco Mazzarello che si incarica di effettuare il debbugging.

Primo passo, la verifica della corrispondenza tra il PCB ed il disegno iniziale. Sembra tutto OK.

Secondo passo, la verifica di continuità tra le tracce. E’ qui che il lavoro viene ostacolato dalla lacca isolante che impesce di ottenere le misurazioni mediante il tester. Gianfranco effettua dunque un tentativo di rimozione dell’isolante utilizzando acetone. Il tentativo va a buon fine. L’unico effetto collaterale è un residuo appiccicoso sulla scheda.

Il test dei componenti, inoltre, dà esito positivo, confermando che tutti i componenti sono esenti da difetti.

E’ il momento della sonda logica (utilizzata in assenza dello strumento adatto, l’oscilloscopio), con la quale si tenta di analizzare due porte logiche preposte alla generazione del segnale video. Su alcuni piedini non viene rilevato alcun segnale ma il risultato non è affidabile a causa dell’inadeguatezza dello strumento utilizzato.

Serve un oscilloscopio. Il Consiglio Direttivo dell’associazione ne decide l’acquisto. Appena arrivato, il nuovo strumento diagnostico viene montato, testato, e messo alla prova per analizzare i circuiti preposti all’uscita video.

Si vedono solo i segnali di sincronismo video e niente altro.

Dopo una ulteriore ricerca su internet ed il confronto con altri esperti presenti in associazione viene alla luce l’errore: il progetto del Galaskija non è compatibile con l’utilizzo dei processori Z80 attualmente in commercio.

Allora Gianfranco “sacrifica” momentaneamente uno Z80 Mostek del 1983. Ed ecco il risultato.

Si riconoscono il logo del Galaksija e qualche carattere. Perfetto!! Il circuito video funziona a dovere. E’ il momento di verificare il funzionamento della ROM, della RAM e del BUS. C’è la probabilità che si tratti solo di un falso contatto. Vengono estratti, puliti e poi reinseriti tutti gli integrati, ma il problema resta. Viene effettuata una seconda verifica delle saldature e questa volta risaltano due imperfezioni: una saldatura su due integrati appare fallace giacchè i piedini degli integrati non sporgono come dovrebbero. Vegnono smontati, scoprendo così questo

Un piedino era piegato sotto il corpo dello zoccolo.

Montati i due zoccoli, dopo un primo tentennamento e qualche pressione qua e là sugli integrati, il Galaksija finalmente parte!

Prossimi progetti, la realizzazione di un alimentatore e di una scocca per il nostro Galaksija. Nel frattempo studieremo se ci sono soluzioni tecniche per utilizzare processori Z80 più recenti di quello impiegato.

Foto del prototipo

Il video del prototipo realizzato dall’Associazione al momento della sua prima accensione

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8bit generation – The Commodore Wars

Come programmato, domenica 22 ottobre, presso lo Spazio Murat di Bari si è svolta la prima proiezione pubblica italiana del docufilm “8bit generation – The Commodore Wars” realizzato dalla Junk Food e distribuito dalla CG Entertainment SRL.

Nell’occasione l’associazione ha allestito con intenti scenografici, un’esposizione di alcune delle macchine più rappresentative della produzione della Commodore Business Machine International. Nelle Foto qui sotto potete ammirare, tra l’altro, una macchina da scrivere risalente agli anni 50.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco uno dei protagonisti del documentario: il VIC-20, the friendly computer, protagonista di un boom di vendite, il primo vero computer per le masse, il primo computer a superare il milione di unità vendute.

Qui sotto, invece, il protagonista indiscusso, il Commodore 64 che, con i suoi quasi venti milioni di pezzi venduti, è il computer più venduto di sempre.

E poi C16, SX-64, Plus4, Amiga 500, C64c, Amiga 600. La piattaforma Amiga è considerata come la prima vera piattaforma informatica commerciale multimediale.

 

 

 

 

 

 

 

 

ed infine il CDTV, uno dei primi esperimenti di personal computer dotati di lettore cd.

L’occasione è propizia perchè alcuni appassionati possano ottenere una dedica del volume, edito dall’Associazione nel 2016, “Sulla Cresta del … Baratro – La Spettacolare Ascesa e Caduta della Commodore” da parte dell’autore della traduzione in Italiano, il Prof. Stefano Ferilli.

 

 

 

 

Lo Spazio Murat si riempe di appassionati in attesa della proiezione.

 

 

 

 

 

 

 

 

Segue una breve presentazione da parte del Prof. Ferilli, che aiuta gli intervenuti ad inquadrare storicamente gli avvenimenti narrati nel documentario.

Infine, la proiezione alla presenza della sala piena. Oltre 100 persone presenti!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine della proiezione un lungo applauso testimonia l’interesse riscosso dall’evento.

Alla prossima.

Stay tuned.