{"id":9178,"date":"2021-06-30T11:19:39","date_gmt":"2021-06-30T09:19:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/?p=9178"},"modified":"2021-06-30T11:19:39","modified_gmt":"2021-06-30T09:19:39","slug":"il-volume-the-amiga-years-presto-tradotto-in-lingua-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/2021\/06\/30\/il-volume-the-amiga-years-presto-tradotto-in-lingua-italiana\/","title":{"rendered":"Il volume &#8220;The Amiga Years&#8221; presto tradotto in lingua italiana!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Commodore fu la prima azienda al mondo a vendere un milione di personal computer multimediali a basso costo, molti anni prima di Apple e dell&#8217;avvento di Internet. Era il 1977 quando l&#8217;azienda fondata nel 1958 dall&#8217;ebreo polacco Jack Tramiel, scampato all&#8217;olocausto durante la prigionia nel campo di concentramento nazista di Auschwitz, produsse il PET (Personal Electronic Transactor). Nel 1981 arriv\u00f2 il VIC-20 e l&#8217;anno dopo il gioiello Commodore 64 \u2013 ne furono venduti 22 milioni di esemplari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Nel frattempo, uno dei pi\u00f9 grandi ingegneri elettronici del secolo passato, l&#8217;americano Jay Miner, assieme ad altri colleghi provenienti dall&#8217;Atari, fond\u00f2 una piccola azienda d&#8217;elettronica, la Hi-Toro.<br \/>\nL&#8217;obiettivo era lo sviluppo di un sistema ad alte prestazioni, cosa che Atari si era rifiutata di fare per espandere la sua serie degli 8 bit.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Miner progett\u00f2 dunque un ingegnoso sistema a 16 bit con chip dedicati, totalmente rivolto all&#8217;elaborazione video ed audio, a cui diede il nome in codice <em>&#8216;Lorraine&#8217;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">La forza di Lorraine era <em>in primis<\/em> concettuale: per la prima volta a livello commerciale, si stava sviluppando un hardware non pi\u00f9 interamente basato sulla potenza bruta della CPU, ma si cominciava a progettare un vero e proprio sistema condiviso, con l&#8217;integrazione di pi\u00f9 co-processori dedicati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Nel 1983 il sistema era gi\u00e0 a buon punto, e era stata gi\u00e0 preparata un&#8217;interfaccia grafica d&#8217;utilizzo, con finestre, icone e men\u00f9; la Hi-Toro divent\u00f2 l&#8217;Amiga Corporation, e Jack Tramiel spiazz\u00f2 la concorrenza di Atari proponendo a Miner l&#8217;acquisizione di tutta l&#8217;azienda con la storica frase: <em>&#8220;How about being part of our gang?&#8221;<\/em> (<em>&#8220;Che ne diresti di unirti a noi?&#8221;<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">La potenza industriale di Commodore acceler\u00f2 notevolmente lo sviluppo della piattaforma Amiga, ed il 23 luglio del 1985, con una sontuosa e visionaria presentazione, venne introdotto sul mercato il primo computer della serie, l&#8217;Amiga 1000.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Alla ricerca delle ragioni per cui il Commodore Amiga, un computer oggi unanimemente considerato cinque anni avanti rispetto alla propria concorrenza dell\u2019epoca, abbia fallito in modo cos\u00ec spettacolare sul mercato, il libro \u201cThe Amiga Years\u201d di Brian Bagnall esamina con accuratezzai personaggi e le personalit\u00e0 che si celano dietro gli avvenimenti ad esso correlati. L&#8217;immagine spesso poco lusinghiera che emerge \u00e8 quella di dirigenti di alto livello che avevano poca comprensione di come commercializzare il loro prodotto presso il pubblico edi un&#8217;azienda che lott\u00f2 per sopravvivere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Scoprirete, leggendo questo libro, perch\u00e9 tantissimi Amiga furono mandati al macero (valevano milioni di dollari!) a causa di una parolaccia inserita nella ROM da un dipendente arrabbiato con l&#8217;azienda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Vengono infine trattate approfonditamente altre creazioni che la Commodore produsse e cerc\u00f2 di commercializzare, come il C128, il Geos, le console da gioco e la storia non raccontata di quello che avrebbe dovuto essere il successore del C64, il C65. Raccontato attraverso interviste in prima persona con addetti ai lavori, questa disamina dell&#8217;azienda ripercorre le decisioni spesso sconcertanti che hanno portato alla scomparsa di Commodore dal mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\">Il voluminoso libro &#8220;The Amiga Years&#8221; sar\u00e0 presto edito in Italia per iniziativa della nostra associazione, che ha gi\u00e0 curato le traduzione delle precedenti pubblicazioni di Bagnall dando alle stampe i volumi intitolati <a href=\"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress?p=2393\">\u201cSulla Cresta del\u2026 Baratro\u201d<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/?p=7324\">\u201cCommodore: un\u2019azienda sulla cresta del\u2026 baratro\u201d.<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/205375914_2273901992745100_4562255844275952842_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-9179\" src=\"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/205375914_2273901992745100_4562255844275952842_n-724x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"792\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Commodore fu la prima azienda al mondo a vendere un milione di personal computer multimediali a basso costo, molti anni prima di Apple e dell&#8217;avvento di Internet. 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