{"id":8809,"date":"2021-03-08T17:39:55","date_gmt":"2021-03-08T16:39:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/?p=8809"},"modified":"2021-03-08T17:39:55","modified_gmt":"2021-03-08T16:39:55","slug":"modello-t-general-processor-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/2021\/03\/08\/modello-t-general-processor-di-firenze\/","title":{"rendered":"MODELLO T (General Processor di Firenze)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Tra i vari PC di produzione italiana ce n\u2019\u00e8 uno di fondamentale importanza per la storia dell\u2019informatica in Italia, un retrocomputer basato su Z80 molto apprezzato e ricercato dai collezionisti: il General Processor Modello T.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La General Processor \u00e8 una ditta di Firenze fondata nel 1977 da Franco Pirri, Gianni Becattini e Stefano Giusti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ditta produsse inizialmente dei computer dedicati agli hobbisti, i PC in questione furono: il Child 8, basato su chipset Fairchild F8, e il suo successore Child Z, basato sul noto processore Z80.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019idea di Becattini nacque anche un altro computer basato su Z80, il G5, progettato nel 1982. Un computer che veniva fornito in kit da montare, andavano quindi saldati i vari componenti, ed era poi possibile utilizzarlo caricando i programmi da cassetta. La scheda conteneva delle EPROM con l\u2019interprete GBASIC e dei moduli RAM che si installavano verticalmente sulla scheda madre. Era necessario collegarci un monitor e una tastiera per farlo funzionare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1979 l\u2019azienda fece un grande passo entrando nel mercato professionale con il \u201cModello T\u201d, un computer rivolto al\u2019utenza business con l\u2019elettronica contenuta in un elegante case in legno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FOTO_MODELLO_T.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-8810\" src=\"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/FOTO_MODELLO_T-1024x845.png\" alt=\"\" width=\"560\" height=\"462\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il computer infatti \u00e8 un all-in-one, ovvero il monitor, la tastiera, la scheda madre e l\u2019alimentatore sono contenuti in un unico case. L\u2019unit\u00e0 floppy da 8 pollici per caricare il sistema operativo era esterna, tuttavia alcuni Model T (tra gli ultimi prodotti) integravano nel case in legno uno o due drive da 5\u201d25.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 una macchina CP\/M basata sulla famosa CPU Zilog Z80, montato su quella che \u00e8 la scheda madre del computer, che per\u00f2 monta sostanzialmente solo il processore Z80, dei regolatori di tensione e qualche TTL di supporto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SCHEDA_MADRE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8811\" src=\"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SCHEDA_MADRE.jpg\" alt=\"\" width=\"623\" height=\"838\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia le EPROM con il firmware per il boot che i chip di RAM, che dotano il computer di 48KB di RAM totali, sono ospitati su moduli dedicati che si installano sulla scheda principale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SCHEDA_RAM.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8812\" src=\"https:\/\/www.apuliaretrocomputing.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/SCHEDA_RAM.jpg\" alt=\"\" width=\"967\" height=\"345\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I chip di RAM sono dei chip 4116, mentre le EPROM del firmware sono delle 2708, EPROM da 1KB con tripla alimentazione e molto delicate, il che rende difficile leggerle ma soprattutto programmarle. Il computer ne ha 4 di 2708 di cui una \u00e8 il generatore di caratteri, quindi in totale la ROM \u00e8 di 4KB.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 poi sicuramente una scheda FDC controller per la gestione del dual drive floppy per dischi da 8 pollici e una scheda per la generazione dei sincronismi video, per il monitor monocromatico a fosfori verdi, in grado di visualizzare testo a 64 x 16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si sa esattamente quanti ne siano stati prodotti, analizzando i numeri di serie sicuramente 470 esemplari. In particolare nel 1980 la General Processor riusc\u00ec a produrne un pezzo al giorno.<\/p>\n<p>Alessandro Liberalato<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i vari PC di produzione italiana ce n\u2019\u00e8 uno di fondamentale importanza per la storia dell\u2019informatica in Italia, un retrocomputer basato su Z80 molto apprezzato e ricercato dai collezionisti: il General Processor Modello T. 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